Orario delle celebrazioni del Triduo Pasquale

MONTEGROTTO (in Duomo)

Giovedì Santo 1 aprile:

  • LODI alle ore 8:15
  • MESSA IN COENA DOMINI alle ore 20:00

Venerdì Santo 2 aprile:

  • LODI alle ore 8:15
  • VIA CRUCIS alle ore 15:00
  • COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE alle ore 20:00

Sabato Santo 3 aprile:

  • LODI alle ore 8:15
  • VEGLIA PASQUALE alle ore 20:00

Domenica di Pasqua 4 aprile:

  • SS. MESSE (in Duomo) alle ore: 8:00 – 9:30 – 11:00 – 18:00
  • SS. MESSE (in Oratorio della Madonna): 9:30 – 11:00

TURRI (a Turri alta)

Giovedì Santo 1 aprile: MESSA IN COENA DOMINI alle ore 20:00

Venerdì Santo 2 aprile:
VIA CRUCIS alle ore 15:00
COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE alle ore 20:00

Sabato Santo 3 aprile: VEGLIA PASQUALE alle ore 20:00

Domenica di Pasqua 4 aprile: SS. MESSE alle ore:
9:30 a Turri bassa
11:00 a Turri alta


MEZZAVIA (in chiesa parrocchiale)

Giovedì Santo 1 aprile: MESSA IN COENA DOMINI alle ore 20:00

Venerdì Santo 2 aprile:
VIA CRUCIS alle ore 15:00
COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE alle ore 20:00

Sabato Santo 3 aprile: VEGLIA PASQUALE alle ore 20:00

Domenica di Pasqua 4 aprile: SS. MESSE alle ore: 8:3010:00

ORARI MESSE DI NATALE A MONTEGROTTO, TURRI E MEZZAVIA

Messe di Natale a Montegrotto

Giovedì 24 dicembre (in Duomo) ore 18:00 – 20:00

Venerdì 25 dicembre (in Duomo) ore 8:00 – 9:30 – 11:00 – 16:30 – 18:00

Inoltre vengano aggiunte altre due messe in contemporanea nell‘Oratorio della Madonna alle ore 9:30 – 11:00


Messe di Natale a Turri

Giovedì 24 dicembre ore 18:30 a Turri Alta

Venerdì 25 dicembre ore 9:30 a Turri Bassa
ore 11:00 a Turri Alta


Messe di Natale a Mezzavia

Giovedì 24 dicembre ore 17:00 (in Chiesa parrocchiale)

Venerdì 25 dicembre ore 8:30 – 10:00 – 17:00 (in Chiesa parrocchiale)

III edizione del Messale. Cosa cambia?

Era necessaria una nuova edizione del messale? Per quale motivo ci viene consegnato questo libro che scombina le nostre abitudini, tra cui quella del Padre nostro?

Dalla prima domenica di avvento non inizieremo a celebrare con un nuovo rito, o con un rito diverso, ma con una edizione migliorata dei testi della messa. Vorremmo  porre l’attenzione su quattro elementi.

1. È il libro di tutto il popolo, non unicamente del prete che deve sapere cosa fare. Proviamo a sentirlo “nostro”, cioè uno strumento che indica una modalità di preghiera – quella liturgica – che dà alla nostra comunità e a ciascuno di noi una certa forma, che ci trasforma e ci conforma  a Gesù. Solo facendo insieme, fisicamente, delle azioni proposte dal messale insieme assumiamo il ritmo, lo stile e l’appartenenza a una Chiesa che celebra.

2. Siamo invitati ad assumere un linguaggio “tipico” di ciò che stiamo facendo. Ogni realtà ha delle parole che appartengono solo a un certo ambito: per esempio “lockdown” oppure “tampone” erano parole mai sentite prima di alcuni mesi fa, ma ora sappiamo bene a che cosa si riferiscono. Allo stesso modo la liturgia è esortata a usare delle parole proprie. Questo cambio di lessico è più legato alle parti che il presbitero dirà a nome di tutto il popolo, ma anche l’assemblea dovrà sforzarsi in qualche piccola modifica.

3. Riscoprendo la centralità della liturgia, siamo invitati tutti a curare le azioni che compiamo. Quando ci è stata preclusa la possibilità di andare a messa, abbiamo sentito la mancanza fisica del nostro trovarci. Se questo è l’ambiente in cui effettivamente il Popolo di Dio incontra il suo Signore, siamo tutti invitati a riscoprire la profondità con cui celebrare.  

4. Il criterio principale che ha guidato tutto il lavoro di edizione del messale ha tenuto a cuore la volontà di far emergere in ogni sua parte che nella Messa è Dio ad agire, a donare e a donarsi. Lui è il protagonista e gli accorgimenti a cui andiamo incontro sono necessari per aiutarci a porre al centro della nostra fede la sua presenza.

 Alle porte della chiesa sono stati posti dei foglietti che illustrano alcune delle differenze a cui dovremo abituarci. Sul canale youtube della parrocchia ci sono anche quattro video che ne parlano. Cerchiamo di sentire questo come il culmine e fonte di tutta la vita cristiana, e la sorgente della carità per la nostra Chiesa.

Variazioni per l’Assemblea

Con la nuova edizione del Messale

Dalla prima domenica di Avvento celebreremo l’Eucaristia con una nuova edizione dei testi liturgici. Troveremo alcune differenze a cui ci prepariamo.

Nell’atto penitenziale si dirà: Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle (…) e supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle

Viene suggerito di usare la formula Kyrie/Christe eleison invece di Signore/Cristo pietà

Il Gloria verrà modificato così: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore.

Dall’Avvento vorremmo anche proporre le preghiere dei fedeli ad ogni messa feriale. Nelle preghiere dei fedeli verranno nominati anche i defunti per i quali si celebra l’Eucaristia. Invece di ricordarli durante la preghiera eucaristica. Inomi saranno inseriti nell’ultima preghiera dei fedeli delle messe feriali.

Nel Padre nostro si è scelto di assumere la traduzione che inserisce “anche noi li rimettiamo” e “non abbandonarci”, per cercare di porre due accenti: uno sul perdono che anche noi diamo e uno sull’identità di Dio, che non ci abbandona. Diremo: Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

Nell’Agnello di Dio, per porre l’attenzione sul protagonista che ha preparato il banchetto celeste, si invertono gli elementi che vengono nominati: Si dirà: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello.

         Non è “una messa diversa” ma una differenza di parole. Ci sono anche altre differenze, soprattutto nei testi delle preghiere eucaristiche. Per esempio, invece di: «Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito» si dirà: «Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità. Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito», e altre nuove traduzioni.

         Con questi accorgimenti speriamo che le nostre comunità possano cogliere come la liturgia sia l’ambiente principale di spiritualità e di formazione alla vita cristiana per il Popolo di Dio. Per questo motivo, la liturgia cerca un linguaggio proprio per assolvere questo suo compito e un po’ alla volta lo comprenderemo. Iniziamo questo percorso, il tempo ci aiuterà ad assumere queste innovazioni!

CONTATTI

CANONICA

Viale Stazione, 11, 35036, Montegrotto Terme (PD)

Telefono Canonica: +39 049 793436 

Sacerdotecellulare
don Roberto +39 3385356880
don Andrea+39 3287612530
don Sebastiano +39 3408173621

Email: info@pietroapostolo.it


PATRONATO PARROCCHIALE

Via Claudiana, 1, 35036, Montegrotto Terme (PD)

Telefono Patronato: +39 049 794316

Emailpatrosanpietro@gmail.com


SCUOLA DELL’INFANZIA E NIDO INTEGRATO

Piazza Roma, 7, 35036, Montegrotto Terme (PD)

Telefono segreteria:  049 793349       Fax: 049 8926182

Emailmaterna.immacolata@tin.it

Sito: https://scuolaimmacolatamontegrotto.com

I Sacerdoti

Le tre parrocchie sono guidate dai seguenti sacerdoti:

DON ROBERTO BICCIATO (parroco): nato ad Abano Terme il 03-01-1948, ordinato a Padova, in Seminario maggiore, 15-06-1974. Parroco a Montegrotto dal 2010, a Turri da ottobre 2018, e a Mezzavia da gennaio 2019.

DON SEBASTIANO BERTIN (vicario parrocchiale): nato a Padova il 04-05-1990, ordinato a Padova, in Cattedrale, 05-06-2016. Cappellano a Montegrotto dal 2016, a Turri dal 2018, a Mezzavia dal 2019.

DON ANDREA NOVENTA (collaboratore): nato a Padova il 26-05-1974, ordinato a Padova, in Cattedrale, 08-06-2003. Presente nelle tre parrocchie dal 2018.

Nella parrocchia risiede anche un diacono permanente DON PAOLO BARATIN: nato a Padova il 20-08-1947, ordinato diacono nel 1996, coniugato con Annalisa, pensionato. In servizio a Montegrotto dal 2007.
A inizio giugno 2020 è venuto ad abitare nella canonica di Turri e svolgerà il suo servizio di carità nelle nostre tre parrocchie.

Altri sacerdoti che collaborano per le messe e le confessioni sono:

  • DON GIUSEPPE TOFFANELLO: nato a Cittadella il 21-02-1945, ordinato nel 1969, docente di Teologia Dogmatica presso l’ISSR di Padova, direttore spirituale della Comunità Vocazionale casa Sant’Andrea (Via A. Rossi 2 – Rubano).
  • DON ANTONIO GARBIN: residente a Montegrotto dal 2004, nato a Montegrotto Terme il 18-03-1931, ordinato il 10-07-1955, cappellano presso la Casa di Cura di Abano Terme.

In parrocchia presta servizio anche FRANCESCO TROVO’, seminarista di Padova. Nato a Padova 08-08-1997 è originario della parrocchia di Vigorovea. In questo anno sta svolgendo un’esperienza di tipo pastorale nella nostra parrocchia, vivendo con i preti in canonica e svolgendo un servizio di carità alle Cucine Economiche Popolari a Padova.

Orari SS. Messe

Montegrotto centro

Messe feriali (in Oratorio)

  • Dal lunedì al venerdì alle ore 18:00
  • Giovedì alle ore 8:15 e adorazione a seguire.
  • Mercoledì alle ore 8:15 in cimitero (da maggio a ottobre)

Messe festive (in Duomo)

Sabato alle ore 18:00

Domenica

  • ore 8:00
  • ore 9:30
  • ore 11:00
  • ore 18:00

La Messa in tedesco è sospesa


TURRI

  • Martedì e giovedì alle ore 18:30 a Turri Bassa
  • sabato alle ore 18:30 a Turri Alta
  • domenica alle ore 10:00 a Turri Bassa

MEZZAVIA (in chiesa parrocchiale)

– orario invernale

  • Lunedì, mercoledì e venerdì alle ore 17:00
  • sabato alle ore 17:00
  • domenica alle ore 8:30 – 10:00

– orario estivo

  • Lunedì, mercoledì e venerdì alle ore 18:30
  • sabato alle ore 18:30
  • domenica alle ore 8:30 – 10:00

IL CONSIGLIO PASTORALE

La Comunità parrocchiale è soggetto unitario della pastorale, che si esprime attraverso la presenza e l’attività dei due organismi di comunione: il Consiglio Pastorale e il Consiglio per la Gestione Economica. I due organismi sono distinti – ciascuno infatti persegue il proprio specifico fine – ma complementari nell’individuare e nel realizzare il bene della Comunità stessa.

Il CPP dura in carica 5 anni. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, attraverso il “discernimento comunitario”, svolge il suo compito di “consigliare” la comunità e chi la presiede (parroco). Il Consiglio Pastorale non è primariamente un organismo di formazione, né di spiritualità, né di studio, ma il luogo dove si tracciano e poi si coordinano e si verificano le linee guida di tutta la vita della comunità parrocchiale nei suoi diversi ambiti: la catechesi, la liturgia, la carità.
Lo stesso opera grazie anche ai diversi strumenti diocesani di lavoro che di anno in anno vengono proposti. È l’espressione della Comunità parrocchiale che vive e cammina insieme. È segno di comunione e collaborazione tra sacerdoti e laici e dei laici tra di loro.

  • Ha carattere consultivo: è chiamato a porsi in ascolto del Signore che guida la sua Chiesa, a leggere i segni dei tempi alla luce della fede.
  • Ha carattere rappresentativo: esso esprime l’intera Comunità parrocchiale. Ciascun membro, anche rappresentante di particolari realtà ecclesiali, è chiamato a guardare alla vita della comunità nel suo insieme; così ogni soggetto particolare diventa un dono per l’edificazione dell’unica Comunità.
  • È il punto di raccordo tra tutte le realtà presenti in parrocchia: per affrontare problemi di fondo che superano la competenza e la possibilità di un singolo gruppo o di un singolo settore; per concordare il programma e il calendario delle attività.

L’importanza alla partecipazione al consiglio pastorale è dovuta dal fatto che tutta l’attività pastorale non poteva più essere centrata solo sul parroco, ma chiedeva collaborazione tra comunità e assunzione di responsabilità da parte dei laici. Questo ci ha “piacevolmente costretto” a lavorare insieme e ha messo in circolo le risorse presenti. Essere consiglieri pastorali è prima di tutto accogliere un invito a servire la propria comunità a crescere nell’impegno e nella fraternità. È importante che il Consiglio Pastorale abbia cura nella comunicazione della fede nella comunità cristiana e che mantenga vivo il rapporto tra tutte le realtà e gruppi presenti in parrocchia.

COMPONENTI:

  • BICCIATO don Roberto (Presidente)
  • GOTTARDO Mauro  (Vicepresidente)
  •  BARATTIN Paolo Diacono   (rapp. Caritas)
  • TOSATO Stefano (rapp. Catechisti)
  • CURZIO Federico (rapp. CPGE)
  • PINAMONTI Gianni (rapp. Patronato)
  • INCANNOVA Andrea (rapp. Animatori)
  • BERTIN don Sebastiano 
  • ZECCHINATO suor Carla
  • VERRI Stefano
  • BRUSAMENTO Fabiano
  • PISTORE Angela
  • BORDIN Barbara
  • MUNARO Nicola
  • QUINTAVALLE Graziano
  • SAMBUGARO Annalisa
  • VALANDRO Cristina
  • RONZONI Erica
  • BAU’ Chiara
  • MISSAGLIA Silvia
  • CORSO Daniele
  • MARCHETTI Filippo 

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER LA GESTIONE ECONOMICA (CPGE)

Dura in carica 5 anni e i candidati vengono designati, mediante votazione, dal CPP.Il CPGE, presieduto dal parroco, è l’organismo di comunione a cui compete l’amministrazione di tutti i beni economici, patrimoniali e strutturali della comunità cristiana, in quanto sono espressione della sua storia e strumento per la sua azione pastorale. Come tutti gli altri organismi di comunione della Comunità cristiana, ha carattere consultivo. Questa qualifica, lungi dal ridurne il significato e la funzione dei consiglieri chiama ciascuno «non solamente a esprimere un parere tecnico, ma anche a condividere la responsabilità dell’intera vita della parrocchia mediante una corretta e proficua gestione dei suoi beni».

  • È corresponsabile della gestione economica e strutturale della Comunità.
  •  Tiene in ordine la contabilità, ordinaria e straordinaria della parrocchia, garantendo la correttezza della parrocchia stessa davanti alla normativa civile;
  • È l’unico organismo in parrocchia deputato ad amministrare tutti i beni e le attività economiche della parrocchia. Al CPGE deve fare riferimento ogni realtà e ogni iniziativa che, nell’ambito della parrocchia, comportino attività economiche (ad esempio: scuola d’infanzia, centro parrocchiale, strutture sportive, sagra e feste varie…);
  • Cura con particolare attenzione tutto ciò che riguarda la messa in sicurezza delle strutture e delle attività della parrocchia;
  • Deve fare particolare attenzione agli impegni economico-finanziari che la Comunità si accolla, evitando un indebitamento eccessivo per il presente e per il futuro.

Le scelte economiche straordinarie, come anche il bilancio ordinario della parrocchia, devono essere sempre presentate e approvate dal Consiglio Pastorale Parrocchiale.

COMPONENTI :

  •  PURATO Roberta
  •  BORDIN Alessandra 
  •  TRESCATO Gisella
  •  DALLA LIBERA Tommaso
  •  CURZIO Federico