L' ORATORIO

L'oratorio - detto anche "chiesa bassa"- è situato in pieno centro cittadino, proprio di fianco al Municipio in Piazza Roma.

La prima notizia certa dell’antica Pieve dedicata a san Pietro è datata 1156, un atto di permuta di beni fatta tra Isacco, sacerdote della Chiesa di san Pietro di Montegrotto, e Uberto, arciprete della Cattedrale di Padova. La prima Chiesa era “selegiata” (pavimentata con selci) e tavolata, lunga 48 piedi (16,80 m) e larga 25 piedi (8,75 m), a tre navate, in stile romanico.


Nel 1720 l’arciprete don Lorenzo Massanti, trovata la Pieve in decadenza e inadatta all’entità della popolazione (circa 1700 anime), pensò di edificare una nuova Chiesa, più ampia. L’anno successivo alla sua nomina, fece abbattere la vecchia Pieve (conservandone l’antica torre medievale) e in tre anni ricostruì la nuova Chiesa, in stile barocco, sullo stesso luogo “dedicata ai santi Pietro ed Eliseo profeta”, come recita l’iscrizione tuttora visibile sopra il portale laterale. Era il 1724.
Venne consacrata il 19 ottobre 1777 dal Vescovo Nicola Antonio Giustiniani.


Al suo interno, sull’altare maggiore, si può ammirare la pala del pittore Luca Ferrari (1605-1654): san Pietro riceve le chiavi da Gesù.
Assai amata e venerata dai cristiani di Montegrotto è la statua lignea della Madonna Nera risalente al 1724, sul primo altare a sinistra, che ogni anno viene recata in processione al Santuario di Monteortone il 25 aprile.

Non siamo i soli.

-In margine ad una ricerca ed in attesa di ulteriori documenti.-



di Francesca Brombin


“Bruna sono ma bella... non state a guardare che sono bruna come le tende di Kadar...”.

In un giorno di vacanza ''mordi e fuggi”, durante un'imprevista sosta a Portoferraio (isola d'Elba), mi è capitato di sostare davanti alla chiesa della Reverenda Misericordia dove ogni anno, il 5 maggio alle ore 10,30, si celebra una Messa di suffragio in memoria di Napoleone Bonaparte.

All'interno, fastoso, sono stata attratta da una statua della Madonna Nera che sovrasta l'altare maggiore e che, mi hanno spiegato, è stata modellata da uno scultore fiorentino sul modello di quella di Loreto. A me sembrò la copia di quella che si trova nell'Oratorio della Madonna a Montegrotto. Da qui il desiderio di capirci di più.

Venni a sapere che in Italia ci sono centinaia di “madonne nere”, sotto forma di statue o di quadri. Molte sono famose come quella di Loreto (statua), o come quella di S .Luca (quadro). In genere si trovano in Chiese che sono repliche di edifici di culto più antichi. Sempre sono esempi di intensa devozione popolare. Numerosissime sono poi le “madonne nere” in altre località del mondo.

In Occidente la diffusione delle “madonne nere” sembra essere stata particolarmente intensa all'epoca delle crociate sia perché i crociati portarono in patria icone orientali, sia per la predicazione di alcuni ordini religiosi francescani e carmelitani o anche per l'attività dei templari, molto legati alla figura di S. Bernardo di Chiaravalle che predicò la II crociata (1147-49 ). Bernardo di Chiaravalle scrisse anche un commento al Cantico dei Cantici in cui la sposa “nigra sed formosa”, principale personaggio del libro, è considerata una delle figure femminili dell'Antico Testamento che possono essere interpretate come profezia della Vergine.

Il colore scuro di alcune statue potrebbe essere stato scelto per identificare la Madonna (statua) con la donna del Cantico (Ct1, 5-6) “bruciata dal sole”, “scura come le tende dei beduini”. La predicazione di S .Bernardo potrebbe quindi essere una delle cause della diffusione delle “madonne nere” unita ad altri fattori come l'effetto del tempo sui colori o l'uso delle candele o delle lampade ad olio nelle Chiese. In alcuni casi, è documentato, sono rappresentate appositamente nere.

 

La Madonna di Loreto (prototipo in Italia di centinaia di altre “madonne nere”)

La statua originaria, risalente al XIV sec., fu trafugata dalle truppe di Napoleone nel 1797 e poi, in seguito al trattato di Tolentino, finì a Roma. Durante il periodo di ''esilio” il culto della Vergine Lauretana della Santa Casa fu garantito dal simulacro in legno di pioppo, copia conforme all'originale che si trovava nella Chiesa  della Buona Morte o delle stimmate di S. Francesco a Cannara, dove si trova ancora oggi dopo il restauro del 2005. Attualmente è l'unico esemplare ritenuto autentico del periodo napoleonico. La statua originaria ritornò nel Santuario il 29 dicembre 1801 con un viaggio da “Madonna pellegrina” e la copia fu restituita a Cannara. Nel 1921 divampò un incendio nel sacello che custodiva la statua che venne incenerita. Per volere del papa Pio XI ne venne scolpita una nuova, simile alla precedente, ma utilizzando il legno di un cedro del Libano che proveniva dai Giardini Vaticani. Fu modellata dallo scultore Enrico Quattrini e dipinta da Leopoldo Celani come copia di quella di Cannara. Nel 1922 il papa la incoronò nella Basilica di S .Pietro a Roma e la fece trasportare a Loreto. Forse la notizia di queste vicissitudini favorì in molti territori la replica fedele della statua di Loreto.

A noi cosa resta? Forse ci piacerebbe sapere chi ha scolpito la statua dell'Oratorio, che legno ha usato, chi l' ha dipinta, quando è stata offerta alla devozione dei fedeli.

Una risposta ci potrà venire dalla consultazione degli archivi o dalle relazioni delle visite pastorali.

Si spera che chi si affida all’immagine con devozione e fiducia veda attraverso un dato sensibile “la statua” più in là o più in alto e continui a sperare che il colloquio vada oltre le date, le decorazioni, le vernici.

 

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