Sagra de San Piero

Manifestazione legata alla festa patronale di San Pietro (29 giugno), che coinvolge ed impegna circa 200 volontari. Il tutto è coordinato dal “Comitato Sagra”, un gruppo di volontari che coordina tutti gli aspetti della manifestazione. I proventi della sagra sono destinati all’autofinanziamento delle opere di manutenzione  e di miglioramento delle strutture parrocchiali.

Dove? Il tendone della sagra viene allestito nel cortile del Patronato, proprio ai piedi del colle del Duomo.

 

Scrive Fabio Tanzi, presidente del Comitato Sagra de san Piero, a proposito dell'edizione 2014...


“Per fortuna c’è la Sagra!”. Così hanno pensato i tanti tifosi quando la Nazionale Italiana è stata sconfitta ai Mondiali di calcio ed è tornata mestamente a casa.

Per dimenticare le delusioni sportive la Sagra de San Piero è diventata, ancor più delle passate edizioni, un luogo dove passare alcune ore di serenità in compagnia di amici e conoscenti.

Gustose salsicce e costicine, buona musica, divertenti giochi gonfiabili per i bambini e una ricca Pesca di Beneficienza hanno attirato molte persone per le quali questo appuntamento annuale è ormai imperdibile.

Bilancio finale più che soddisfacente, soprattutto grazie all’impegno dei tanti volontari che con grande passione sin dalle prime ore del mattino e fino a notte inoltrata si sono alternati alle varie mansioni richieste.

 

Un grazie di cuore a tutti!

 

 

Nel bollettino parrocchiale pubblicato in data 23 Giugno 2013 Don Roberto scriveva:

Carissimi,

arrivi a tutti l’augurio di Buona Sagra, come augurio di una festa che ci riguarda tutti e che, in qualche modo, vuole coinvolgere tutti. Una festa di famiglia allargata in orizzontale e in verticale. Anche in verticale perché la ‘sagra’ ci richiama la tradizione, una storia che ci sta alle spalle, ma che ci ha ‘forgiati’. Sicuramente in ‘orizzontale’ perché è una festa che vuole raggiungere tutti i parrocchiani, anche coloro che non risiedono più nel territorio, ma qui hanno vissuto.

La nostra festa parrocchiale arriva alla fine di un anno pastorale, come sempre, carico di tanti momenti di incontro, dei celebrazione e di riflessione. Momenti alti e momenti anche ‘normali’ di un cammino che fa parte della vita. Questo cammino è stato anche aiutato dalla vita di gruppo. Tanti di noi si sono ritrovati insieme e, insieme, hanno camminato. Di tutto questo ringraziamo il Signore.

La ‘sagra’ arriva quasi a metter insieme tutti questi aspetti, in modo particolare tende a farci riconoscere. Riconoscere che il cammino è unitario e non ci sono gruppi che camminano per conto loro, ma siamo sulla stessa strada . Presentarci anche a chi non fa parte o non si sente coinvolto. Diventa un’occasione, la sagra, per mostrare una nostra identità.

Anche l’aspetto organizzativo mostra la sagra. Non solo perché i giorni della festa domandano preparazione e impegno non indifferenti, ma anche perché la sagra ha come scopo di aiutare la parrocchia a far fronte alle necessità anche finanziare che non sono di poco valore. Non tanto per i muri ma per sostenere progetti di accoglienza che vanno dalle persone in difficoltà alla scuola dell’infanzia che da sola, con i contributi sempre più scarsi, non riesce a farcela. Sagra vuol dire anche questo.

Non possiamo dimenticare che nei giorni della ‘sagra’ abbiamo anche l’ordinazione sacerdotale di fra Diego. Allora la festa è davvero completa perché raggiunge il senso più profondo del termine: la lode a Dio per non averci lasciati soli. Con i suoi santi e la sua grazia il Signore ci conduce ‘ ai pascoli verdi della speranza’. Facciamo festa anche per questo.

Don Roberto

 

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