Piccole Figlie di S. Giuseppe

Storia di vita donata al Signore
I 70 anni della presenza delle Piccole Figlie di san Giuseppe a Montegrotto


di Suor Angelberta Agnoli, Superiora Generale

Verona, 16 settembre 2013

Le cose piccole ondeggiano nello spazio grande del cuore ma solo le grandi cose vi si fermano e prendono dimora: Così amo scrivere alcune memorie della nostra presenza umile e semplice di Piccole Figlie di San Giuseppe a Montegrotto Terme (Padova).
Settant’anni di presenza significativa delle nostre Suore dentro ad una realtà in rapida e profonda trasformazione sociale, culturale e strutturale, da loro vissuta con tanto impegno, coraggio e forti valori, risulta davvero un cammino impegnativo ma bello e ricco. Dagli scritti intercorsi tra il Parroco Don Giuseppe Saccardo, il Vescovo di Padova, Monsignor Carlo Agostini, e i nostri Superiori, ho potuto ripercorrere la storia della fondazione della Scuola Materna “Maria Immacolata” e dell’arrivo delle Suore nella Parrocchia di San Pietro Montagnon in Montegrotto Terme.

Era il 17 dicembre 1949 quando quattro Suore: la Superiora Suor Vittorina, Suor Geromina, suor Costantina e suor Regina, raggiunte dopo pochi giorni da una quinta Suora, arrivavano a Montegrotto. Le Suore, secondo lo spirito del Fondatore, curarono, da subito, l’animazione liturgica, il decoro della biancheria della chiesa e dei vasi sacri, l’educazione e la formazione dell’infanzia e dei fanciulli nella catechesi, delle giovani nella scuola di cucito e ricamo, l’oratorio ricreativo festivo e il dopo scuola. Visitavano le famiglie, gli anziani e gli ammalati portando loro, oltre alla presenza e all’aiuto materiale, il conforto della Santa Eucarestia. Le Suore non mancavano di visitare le persone nei momenti di sofferenza e di lutto.

Oggi le Suore, anche se diminuite numericamente cercano di rispondere alle esigenze della Parrocchia come tanti anni fa anche se alcuni servizi, come la scuola di cucito e ricamo, sono stati lasciati perché non più richiesti, ma anche perché non è più possibile seguire tale attività. Le nostre prime Suore hanno condiviso con la gente le ristrettezze economiche e le difficoltà di un paese povero e prevalentemente rurale, quale era appunto all’epoca Montegrotto. Col passare degli anni, grazie alla scoperta delle acque termali e del loro uso curativo e terapeutico, la situazione economica del paese è andata evolvendosi, favorendo migliori condizioni economiche unite ad una vera emancipazione sociale della popolazione. Montegrotto, da paese prevalentemente rurale è diventato così luogo e soggiorno di turismo, di benessere e di cura per molta gente, con l’afflusso anche di molti stranieri.

Questa evoluzione ha comportato e richiesto un profondo mutamento, sia rispetto all’apertura a realtà e persone nuove e diverse, come alla necessità di porre mano alla sistemazione e all’adeguamento degli spazi ambientali e al cambiamento di abitudini e ritmi di vita non del tutto previsti. La popolazione ha comunque saputo affrontare tale positiva contingenza con molto coraggio e spirito d’ iniziativa. In questo frattempo, al Parroco Don Saccardo, succedette Monsignor Alessio Benvegnù, uomo intraprendente e forte, il quale seppe avvalersi della collaborazione e dell’aiuto di alcuni albergatori e dell’appoggio della gente per raccogliere denaro e manodopera per la fabbricazione del Duomo, di cui ancor oggi si possono godere la bellezza artistica, l’armonia delle linee architettoniche e la capienza strutturale.

Anche il Patronato, quale centro di incontro per la catechesi e i momenti aggregativi e ricreativi dei ragazzi e dei giovani, è stato realizzato in quel tempo di trasformazioni ambientali e culturali. All’arrivo delle Suore a Montegrotto, l’Asilo infantile era attiguo alla vecchia Canonica ed era perciò un luogo ristretto, povero e angusto e conteneva a fatica l’afflusso sempre più consistente dei bambini. Questa situazione rese necessario pensare anche ad un nuovo ambiente per la Scuola Materna, cosa che si realizzò e che portò alla costruzione dell’attuale edificio, che risulta ancora bello, spazioso e adeguato alle esigenze dei tempi e alle richieste delle famiglie.

Ricordo con trepidazione il tempo in cui anch’io ho fatto parte della schiera delle ottantatre Sorelle passate a Montegrotto. La scuola ha avuto, in quegli anni, la presenza di duecentocinquanta bambini, accolti nella nuova struttura e accompagnati con un’ottima organizzazione educativo-didattica.
In ottemperanza ai Decreti delegati, emanati dallo Stato, ha potuto godere di un Comitato di gestione, veramente preparato e motivato e della collaborazione attiva dei genitori che, sostenuti dai “Soci fondatori” diedero alla Scuola l’appoggio e l’aiuto morale ed economico per garantirne la migliore funzionalità.

La partecipazione attiva delle famiglie ci era di aiuto e di incoraggiamento, e l’attenzione da noi posta alla loro formazione, rendeva più bello ed efficace il nostro servizio educativo, nei confronti dei bambini stessi. Le varie feste, promosse dalla Scuola, vedevano la partecipazione attiva, non solo delle famiglie dei bambini ma dell’intera popolazione. Ogni evento di festa diventava perciò testimonianza di unità ed espressione di ciò che significa essere davvero Chiesa viva, interessata alla crescita armonica della gioventù. Infatti, la formazione integrale delle giovani generazioni garantisce una vita armoniosa nel presente e un futuro di amore e di pace nella vita sociale, politica e religiosa del Paese.

La presenza delle Suore, sempre in collaborazione con i Sacerdoti, i laici e le varie componenti religiose e sociali del territorio, ha contribuito e contribuisce a formare persone mature, capaci di partecipazione attiva alla comunità ecclesiale, nel rispetto della dignità di ogni persona.
Mi sia qui permesso di ricordare, in modo speciale, la grande figura del Parroco Don Luigi Dal Brun il quale, da vero Pastore che, come dice il nostro Papa Francesco, porta su di sé “l’odore delle pecore”, ha contribuito alla crescita dell’unità e del benessere spirituale morale e materiale della porzione di Chiesa che vive in questo territorio. Egli infatti parlava con Dio della sua gente e parlava alla sua gente di Dio.

Questo è stato il “grande segreto” della sua paternità spirituale e della sua forte incidenza, nella storia di Montegrotto. Sono davvero tante le persone a cui voglio esprimere il mio e nostro personale ringraziamento per l’amore, la collaborazione e la stima che ci hanno sempre dimostrato, sia riguardo al servizio formativo ed educativo nella scuola, come per la nostra presenza pastorale, nell’animazione liturgica, nella visita alle famiglie e in particolare alle persone ammalate e bisognose di vicinanza e conforto. A tutti e a ciascuno in particolare vada l’assicurazione della preghiera e il rinnovato apprezzamento per la loro fattiva collaborazione.

La vicinanza alle persone, la condivisione delle gioie e delle sofferenze di ciascuno, hanno sempre guidato le Suore nel loro servizio apostolico. Sull’esempio del nostro Fondatore, il Beato Don Giuseppe Baldo che, da vero apostolo, sempre attento ai segni dei tempi, ha cercato, con ogni mezzo, di andare incontro alle urgenti necessità spirituali morali e materiali della sua gente, anche noi oggi vogliamo rinnovare il nostro desiderio di essere sempre più attente alle persone concrete, che cercano migliori condizioni di vita, di salute, di lavoro ma che hanno soprattutto desiderio di Dio. Con Don Baldo vogliamo ripetervi: “Dove non arriva la mano, arriva il cuore”, confessando così la nostra povertà di mezzi e di persone ma anche il nostro grande desiderio di poter continuare ad esservi utili, soprattutto con la testimonianza e la santità della nostra vita.

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