Ideologie e fondamenti

MODELLI PEDAGOGICI

La Scuola dell’Infanzia e Nido integrato s’ispira ai concetti principali del costruttivismo che possiamo riassumere in questi punti:

 la conoscenza è prodotto di una costruzione attiva del soggetto;
 ha carattere “situato”, ancorato nel contesto concreto,
 si svolge attraverso particolari forme di collaborazione e di negoziazione sociale.

In primo piano viene posta la costruzione del significato, sottolineando il carattere attivo, polisemico, non predeterminabile di tale attività.
Dall’esigenza di una costruzione sociale dell’apprendimento scientifico, la psicologia cognitiva rimpiazza la visione della psicologia del comportamento, centrale alla quale era la struttura stimolo-risposta: il bambino è attivamente coinvolto nella costruzione della conoscenza in modo significativo. La conoscenza non si trasmette, ma viene costruita da ogni singolo bambino. Nel costruttivismo la figura d’insegnante non è semplice fornitore di informazioni, la scuola s’inserisce pienamente nella vita e nel vissuto personale del bambino. Il costruttivismo può essere sintetizzato nella frase: “La conoscenza è costruita dalla mente di colui che impara.”La costruzione della conoscenza avviene mediante l’osservazione ragionata di eventi, interpretata e mediata attraverso concetti che già possediamo.

In accordo con la teoria di Vygotskij, il bambino è protagonista e costruttore della propria conoscenza, imparando a lavorare sulla zona di sviluppo prossimale, ovvero “la distanza tra il livello di sviluppo attuale come lo si può determinare attraverso il modo in cui il bambino risolve i problemi da solo e il livello di sviluppo potenziale come lo si può determinare attraverso il modo in cui il bambino risolve i problemi assistito da un adulto o collaborando con altri bambini” (1978). Il docente si pone come mediatore, cioè come colui che deve collocare il suo intervento nella zona prossimale di sviluppo per permettere all’individuo di superare le sue competenze attuali grazie ad un’azione congiunta con l’insegnante stesso o con altri individui. L’insegnante deve anche permettere l’interiorizzazione delle procedure acquisite nell’interazione sociale, perché il bambino possa attivarle in modo autonomo, cioè integrarle nello sviluppo attuale.
Inoltre, la Scuola dell’Infanzia e Nido integrato, fa riferimento alla metodologia di T. Gordon per quanto riguarda l’ascolto attivo. Prima di “saper parlare” è necessario “saper ascoltare”.

L’ascolto è uno degli strumenti più efficaci poiché, anche solo ascoltando una persona la si può aiutare, se è in difficoltà. Il docente che sa usare il metodo dell’ascolto attivo può portare il bambino a liberarsi da ciò che lo opprime parlandone, facendogli comprendere che lo accetta così com’è. L’ascolto, quello vero, può assumere due forme (ascolto passivo e ascolto attivo), esprime il linguaggio dell’accettazione e si articola in quattro momenti: L’ascolto passivo è un silenzio interessante e accettante, fondamentale perché la comunicazione tra insegnante e bambino possa essere fluida. Esso permette al bambino di esporre i propri problemi senza essere interrotto. L’ascolto attivo si realizza mediante i successivi momenti che sono messaggi d’accoglimento, i quali indicano al bambino che l’insegnante lo segue e lo ascolta.

 

L’IDEA DI SCUOLA

La scuola è un luogo speciale dove le persone s’incontrano e si possono esprimere arricchendosi e scambiandosi le esperienze in un clima di condivisione e armonia.
La scuola pone al centro del suo operare i valori della vita promuovendo lo spirito di accoglienza, di condivisione, di solidarietà, di tolleranza, di pace. Inoltre, favorisce la motivazione dell’identità umana e cristiana della persona sviluppando un sentimento di appartenenza alla famiglia, alla comunità ecclesiale e civile e all’intera famiglia umana. La scuola è un patrimonio comunitario, frutto di una tradizione cristiana, dell’impegno educativo di sacerdoti, religiose e di molti laici che hanno operato e attualmente operano in questa struttura. La scuola s’impegna a curare e a rafforzare la competenza mediante l’acquisizione dei primi strumenti “culturali” attraverso i quali il bambino esprime il tentativo di organizzare la propria esperienza, di esplorare e ricostruire la realtà conferendole significato e valore. Infine, la scuola trasmette la ricchezza culturale del passato.

 PARITARIA

La normativa dettata dalla legge 10 marzo 2000 n° 62, definisce “Scuole Paritarie” le istituzioni scolastiche non statali e degli enti locali che, a partire dalla scuola dell’infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, sono coerenti con la domanda formativa della famiglia e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia fissati dalla legge medesima. Alle scuole paritarie è assicurata piena libertà per quanto concerne l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico.

 DI ISPIRAZIONE CATTOLICA

La scuola di ispirazione cattolica mira a potenziare l’autonomia vera, insegnando il rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente, esercitando l’amore che lega il cristiano a Dio e al prossimo, evitando il conformismo, coltivando capacità critica ed una iniziale autodeterminazione.

 DI CONGREGAZIONE

Tutto il personale in servizio s’impegna secondo i principi ispiratori del Fondatore e della congregazione delle “Piccole Figlie di San Giuseppe”. Beato Giuseppe Baldo invita ad essere “maestre zelanti di vita” perché l’opera educativa “esige doti di mente e di cuore, una preparazione molto accurata, una capacità profonda e costante di rinnovamento e di adattamento”. Per questo si accostano ai bambini loro affidati “con rispetto, con attenzione, con cuore aperto, sollecite nel rispondere a tutti i diritti del bambino. Le insegnanti, impegnate in questa missione vedono nei bambini l’immagine di Gesù”. Sempre secondo il fondatore, “non si ha vera educazione se non si ottiene la collaborazione dell’educando […] la disciplina e l’obbedienza, divengono quindi il fulcro della sua opera educativa”.

L’IDEA DI FAMIGLIA

La famiglia è la prima protagonista dell’azione educativa del proprio figlio. Pertanto, la famiglia:

 interagisce e collabora con la scuola, condividendo il del bambino-persona;
 dialoga e si confronta nel rispetto delle reciproche competenze;
 riconosce alla scuola la valenza educativa che essa assolve evitando deleghe;
 partecipa ad incontri allo scopo di consentire uno scambio d’informazioni utili all’educazione armonica del bambino;
 condivide e sottoscrive i contenuti del POF, del PEI e del regolamento.

L’IDEA DI BAMBINO

La scuola ritiene preminente la centralità del bambino, il rispetto della sua identità, promuovendo lo sviluppo attraverso la risposta attenta e puntuale a tutte le sue esigenze materiali e culturali, psicologiche e spirituali.
La Scuola dell’Infanzia e Nido integrato diviene il luogo nel quale ogni bambino:

 Apprende a conosce sè stesso e gli altri attraverso l’ascolto di sé e degli altri;
 Decodifica le proprie emozioni e i propri sentimenti, imparando ad esprimerli e ad ascoltarli;
 Diventa costruttore del suo sapere condividendo strategie con i suoi amici e gradualmente gli è permesso di “imparare ad imparare”.

L’IDEA DI INSEGNANTE

Il docente nella scuola cattolica deve essere un professionista dell’istruzione e dell’educazione. Questo si manifesta in modo particolare nella consapevolezza che i bambini di questa scuola sono oggetto di attenzione e di educazione di tutte le insegnanti.
Il docente è anche un educatore cristiano e, come tale, fa riferimento soprattutto al concetto di libertà che mette in guardia dal ridurre l’educazione ad un “addestramento” ma fa perno sull’iniziativa della persona, per promuoverla e salvaguardarla.
L’insegnante è mediatore di questo specifico progetto che si caratterizza nella disponibilità e nella capacità di elaborare una proposta educativa, originale e coerente.
Il docente è anche una persona impegnata in un cammino di crescita e maturazione spirituale. Questo nella consapevolezza di avere anzitutto in Dio la guida costante per il proprio operare.

Questo si concretizza nel vivere il proprio servizio come autentico esercizio di amore, rispetto verso gli altri, vero atteggiamento di collaborazione. “L’educazione è in gran parte opera della grazia“

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